Covid-19, infografica per pazienti e famiglie

Cos’è un ventilatore polmonare?

Il ventilatore polmonare è un’apparecchiatura che aiuta a respirare quando il corpo ha difficoltà a respirare autonomamente. 

Perché una persona potrebbe aver bisogno di un ventilatore polmonare?

In alcuni casi, quando abbiamo un’infezione polmonare, respirare diventa più difficile. Come conseguenza, il nostro corpo si sforza di respirare. Quando ciò accade, i muscoli responsabili della respirazione possono stancarsi. II ventilatore polmonare quindi ci aiuta a respirare quando il nostro corpo è incapace di farlo correttamente.

I ventilatori polmonari possono inoltre aiutare a prevenire che i polmoni collassino. Per usare un analogia, i polmoni sono come dei sacchetti pieni di palloncini. Questi palloncini, che si gonfiano e sgonfiano costantemente mentre respiriamo, sono chiamati ‘alveoli’.

Quando espiriamo, questi palloncini si sgonfiano parzialmente.

Probabilmente ricorderai, quando eri un bambino, che la parte più difficile nel gonfiare un palloncino era proprio all’inizio, quando il palloncino era completamente sgonfio. Infatti, è molto più facile per un palloncino gonfiarsi quando c’è già dell’aria al suo interno. I nostri corpi si sono adattati a questo fatto non permettendo mai ai palloncini nei nostri polmoni, gli alveoli, di sgonfiarsi completamente.

Con alcuni virus, come il COVID-19, il nostro sistema immunitario può reagire in modo eccessivo e attaccare il virus con troppa forza. Questo può rendere permeabili il rivestimento dei vasi capillari e degli alveoli. Quando questo succede, i nostri alveoli potrebbero riempirsi di fluido.

Il fluido in eccesso presente negli alveoli (i palloncini) impedisce all’aria di entrare negli alveoli e di conseguenza l’ossigeno fornito al corpo non sarà sufficiente. Ma a peggiorare la situazione, il fluido accumulato negli alveoli può causare il loro collasso. Proprio come gonfiare un palloncino vuoto, diventa più difficoltoso gonfiare i polmoni.

Questo è uno dei motivi per cui il COVID-19 può far sentire i pazienti a corto di fiato. In casi gravi, questa combinazione di eventi può portare ad una crisi respiratoria, che può condurre a una condizione chiamata sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS). In queste circostanze, il ventilatore polmonare può aiutare a mantenere gli alveoli ‘aperti’ oltre che ad assistere il corpo nella respirazione.

Come si collega un ventilatore polmonare ai polmoni del paziente?

Questa operazione è chiamata intubazione.

Per intubare il paziente, il personale sanitario tramite il laringoscopio metallico o plastico mantiene la lingua in una posizione tale da non ostruire la cavità orale. Il laringoscopio permette inoltre di inserire correttamente il tubo nella trachea verso i polmoni e non nell’esofago verso lo stomaco.

Ci sono altri procedure che potrebbero risultare necessarie quando un paziente viene ricoverato in ospedale per COVID-19 o quando viene intubato. Queste includono:

1. Posizionamento di un catetere arterioso. Si tratta di un catetere provvisto di un ago cavo inserito in un’arteria, solitamente nel polso. Permette una misura più accurata della pressione sanguigna del paziente e della quantità di ossigeno e anidride carbonica nel sangue.

2. Posizionamento di un “catetere venoso centrale”. Si tratta di un catetere più grande che viene inserito in una vena che porta al cuore. Il catetere venoso centrale può rimanere posizionato per un periodo più lungo di quello di catetere venoso ordinario e permette una somministrazione rapida di fluidi e medicinali al paziente.

3. Posizionamento di un catetere vescicale. Il catetere vescicale è un tubo che viene inserito nell’uretra (dove l’urina fuoriesce dal corpo) e sale nella vescica (dove l’urina è raccolta all’interno del corpo). Questo permette all’urina di drenare liberamente dalla vescica del paziente. Se il paziente è in condizioni critiche per cui deve essere sedato o intubato, il catetere vescicale è spesso necessario, dato che il paziente potrebbe non essere in grado di utilizzare il bagno. Inoltre, in pazienti gravemente ammalati, il catetere vescicale tiene anche traccia della quantità di urina prodotta in maniera accurata, aspetto molto importante per misurare il livello di idratazione e la finzionalità dei reni.

4. Posizionamento di una sonda orogastrica. La sonda orogastrica entra attraverso la bocca del paziente e scende lungo l’esofago fino a raggiungere lo stomaco. La sonda orogastrica è spesso utilizzata quando il paziente è incapace di mangiare autonomamente, e risulta necessaria in pazienti intubati. Essa inoltre permette la somministrazione di medicinali a pazienti non in grado di mangiare autonomamente.

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